Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

Io sono sempre dello stesso parere: sino a quando non sarà rinnovata la nostra classe dirigente, sino a quando le elezioni si faranno sulla base di clientele, sino a quando i Calabresi non indicheranno con libertà e coscienza i loro rappresentanti, tutto andrà come prima, peggio di prima.
Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

venerdì 9 ottobre 2015

Stampate, stampate!

Mai come in questo periodo storico l’arte di fotografare aveva raggiunto una così alta popolarità.
Grazie al progresso tecnologico e alla “democratizzazione della fotografia”, non è difficile incontrare su di un sentiero di montagna, magari mentre si arranca in forte salita, un fotografo digitale.
Alle prese con il telefonino per fare una foto
Una macchina fotografica, un telefonino, pronti a immortalare ogni momento della giornata, ogni foglia che si muove, ogni cespuglio.
Fa niente se poi la stragrande parte di queste immagini finiscono su di un hard disk o sul proprio profilo su uno dei tanti social.
Però quante di queste immagini vedono la luce, stampate su di un supporto cartaceo. Si calcola che non si superi il 10%.
Mi chiedo cosa sarà di questa epoca storica quando i nuovi computer non riusciranno a leggere i vari codici che formano una immagine digitale oggi.
Forse saremo la prima generazione senza memoria storica dal punto di vista delle immagini.
Stampate! 
Stampate, perché sembra che il periodo storico quello con più immagini in assoluto, rischia di non ritrovarsi con nessuna documentazione storica di immagini, diventando una sorta di “deserto digitale”.
Questo appello è rivolto nientedimeno che dal vicepresidente di Google.
Infatti, questa affermazione che mi è capitata di leggere su di una rivista di montagna (Rivista del Trekking, aprile-maggio 2015) cade proprio “a fagiolo” proprio mentre stavo mettendo a posto un disco rigido dove ho archiviato alcune migliaia di foto.
Mentre sistemo i cavi di collegamento e di alimentazione, inciampo e l’hard disk finisce con un sonoro botto al pavimento.
Mi ha preso un colpo!
Provo con trepidazione a collegare il vecchio disco rigido al computer … niente da fare.
Non dà nessun segno di vita.
Addio a migliaia (centinaia di migliaia di immagini) a partire dal 2000.
Dopo un primo sgomento mi sono ricordato che ho in soffitta un archivio di immagini su dvd e su di altri dischi rigidi.
Domani provo a vedere se e cosa ho perso a causa di un banale inciampo su di un cavo di alimentazione.
Per questo che bisogna fare poche immagini e stampare quando prima.

Stampate, stampate!

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