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Art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

Io sono sempre dello stesso parere: sino a quando non sarà rinnovata la nostra classe dirigente, sino a quando le elezioni si faranno sulla base di clientele, sino a quando i Calabresi non indicheranno con libertà e coscienza i loro rappresentanti, tutto andrà come prima, peggio di prima.
Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

giovedì 22 ottobre 2015

Riconoscere la bellezza

Che la nostra carta costituzionale sia la migliore del mondo non ci sono dubbi.
Così come non ci sono dubbi che va adeguata ai tempi con leggere modifiche senza smontare l’impianto principale.
Come tutti sappiamo in Parlamento è in atto la modifica della Carta.
Ho la mia convinzione che queste modifiche finiranno per crearci più problemi di quanti si proponga di risolvere.
Tuttavia una proposta, bizzarra nel suo essere, comunque merita di essere ricordata.
La proposta dell’on Serena Pellegrino, di inserire il riconoscimento della Bellezza in Costituzione come aggiunta all’art. 1del comma “La Repubblica riconosce la bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale, la conserva, la tutela e la promuove in tutte le sue forme materiali e immateriali: storiche, artistiche, culturali, paesaggistiche e naturali”.
Mi viene da obiettare che la Bellezza in quanto tale non necessita di una norma costituzionale.
Però se si avverte l’urgenza di inserire una norma per riconoscere la bellezza dopo tutta la storia che ci distingue e caratterizza da millenni vuol dire che di acqua sotto i ponti ne deve ancora scorrere tanta.
E forse hanno ragione i proponenti della norma.
Oppure troppe norme nessuna norma.



Per chi vuole saperne di più:

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