Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

Io sono sempre dello stesso parere: sino a quando non sarà rinnovata la nostra classe dirigente, sino a quando le elezioni si faranno sulla base di clientele, sino a quando i Calabresi non indicheranno con libertà e coscienza i loro rappresentanti, tutto andrà come prima, peggio di prima.
Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

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giovedì 7 febbraio 2019

Aspromonte. Nuova carta escursionistica


Siamo lieti di comunicare a tutti gli appassionati di montagna che è in distribuzione la nuova CARTA ESCURSIONISTICA DELL’ASPROMONTE.
La Carta riporta la Rete sentieristica che interessa l’intera area protetta, aggiornata a inizio anno.
Aspromonte, parco nazionale copertina della Carta
escursionistica

“Abbiamo affrontato la salita per Bova per diverse ore. Ma pur camminando faticosamente verso Bova, la città sembrava il vascello fantasma, mai vicina. … e davvero magnifica era la vista guardando indietro … l’immensa prospettiva di linee degradanti e di torrenti era certamente una delle più suggestive scene che si possano trovare nella bella Italia”.

Con queste splendide parole, Edward Lear, viaggiatore inglese del Gran Tour, descriveva nel suoDiario di un viaggio a piedi – a Reggio Calabria e la sua Provincia - la sua ascesa a Bova.

Con questo spirito e per la prima volta una Carta escursionistica dell’Aspromonte riporta il tracciato del suo viaggio nell’area grecanica, percorso nell’estate del 1847.

IL SENTIERO DELL’INGLESE. Novità esclusiva.
Il tracciato, riportato sulla carta di dettaglio, parte da Pentidattilo, raggiunge Bagaladi, attraversa San Lorenzo, Bova, Palizzi e termina a Staiti.
Proprio nello spirito del grande viaggiatore inglese, si è voluto fortemente sottolineare l’antico percorso che attraversa l’area grecanica, toccando alcune delle località di maggior pregio sia naturalistico che antropico.

La Carta è stampata su un foglio rettangolare di 70 x 100 cm.
Un lato riporta la tavola in scala 1:70000 che mostra l’intero perimetro del Parco e la sua collocazione geografica, con la rete viaria in grado di raggiungere tutte le località e i centri abitati dell’area protetta.
Sono riportate le emergenze ambientali (cascate, grotte ipogee, formazioni rocciose, gole, sorgenti e la copertura forestale a uliveto, boschi di latifoglie e conifere).
Inoltre, vi sono riportati il tracciato del Sentiero Italia, del Sentiero del Brigante e l’intera Rete sentieristica ufficiale (con la relativa numerazione) ricadenti all’interno del perimetro dell’area protetta.
A questo si aggiunge la Rete Sentieri consigliata dalla Naturaliter.  

L’altra tavola è di dettaglio. In scala 1:30000, evidenzia il settore meridionale del Parco Nazionale dell’Aspromonte e, precisamente, l’intera area grecanica.
Vi sono riportati le tappe del SENTIERO DELL’INGLESE, la rete sentieristica ufficiale del Parco e i percorsi consigliati dalla Naturaliter.

Il logo del Sentiero dell'Inglese. Novità esclusiva!
La Carta presenta anche un box con le “Informazioni utili” in cui sono indicati i principali riferimenti: a partire dai recapiti dell’Ente Parco nazionale dell’Aspromonte, seguiti dai numeri telefonici del Soccorso Alpino, dall’Azienda agrituristica “il Bergamotto”, della cooperativa San Leo, dell’associazione BovaLife e del Club Alpino Italiano – sezione Aspromonte.

Le coordinate geografiche sono riferite all’ellissoide internazionale WGS84; il reticolo di riferimento è UTM Fuso 33.

 Un grazie particolare a Emanuele Pisarra, geografo, che ha elaborato i dati per l’Acalandros Map Design, ad Andrea Laurenzano e Domenico Cuppari per i preziosi suggerimenti e le informazioni.
Ancora un grazie alle Edizioni Prometeo che hanno reso possibile la stampa.

Un particolare senso di gratitudine va alla Naturaliter – cooperativa e Tour Operator - per aver sponsorizzato l’iniziativa. 

Buona “traversata” con la nuova Carta!

mercoledì 31 ottobre 2018

IL SENTIERO ITALIA - Il Pollino e la Catena costiera calabrese


Escursionisti in pausa ad Artemisia
Il Sentiero Italia, prima di oltrepassare il confine e procedere nella limitrofa regione Basilicata, attraversa la spettacolare e impegnativa dorsale calabrese dei Monti del Pellegrino (altrimenti detta dell’Orsomarso) e poi si inerpica tra i monti del Massiccio del Pollino. La sezione di Castrovillari ne prende il “testimone” già con il suo ingresso nella valle del fiume Esaro, nei pressi di Sant’Agata. Un primo assaggio di questo tratto, che si sviluppa in due percorsi più o meno paralleli prima di giungere all’abitato, si svolge sia in “acqua”, quando le condizioni meteo lo permettono, che lungo il tracciato della vecchia statale “105” dei Due Mari.

Infatti, appena superato il Passo dello Scalone, la prima possibilità che si offre all’escursionista è quella di proseguire seguendo i segnavia che piegano in direzione dell’alveo del fiume Esaro: si tratta di una piacevole e facile variante, senza grosse difficoltà, lungo il fondo del fiume tra un filo d’acqua e una vegetazione spettacolare a perpendicolo. Tra orti, ovili e piccoli ricoveri si giunge alla periferia di Sant’Agata d’Esaro. 

Carta del SENTIERO ITALIA sul Pollino
In alternativa, bisogna camminare sulla statale, tra i tornanti dove ad ogni curva si aprono suggestive finestre sulle pareti dell’Esaro, fino a chiudere la quinta dei crinali con una visione d’insieme sulla Grotta della Monaca, la più antica miniera di minerali di ferro e rame della Calabria.

Questo tratto del Sentiero Italia attraversa il Massiccio del Pollino proprio sul confine tra i due gruppi montuosi che fanno parte del Parco. Confini naturali, politici, sociali e religiosi si mischiano in un unicum di ambienti e arricchiscono l’intero territorio. A questi “punti di forza” bisogna aggiungere anche i grandi paesaggi naturali, d’alta quota, che rendono davvero unico questo percorso. Boschi di faggio dominano il cammino, inframmezzati da qualche gruppo di ontani, per poi lasciare il posto di nuovo alla faggeta intensa, forte e fitta. In mezzo a questo paesaggio superbo, improvvisamente si aprono ampie praterie d’alta quota, silenziose; non bisogna avere una grande immaginazione per pensare a come, fino a non molto tempo fa, questi spazi siano stati pieni di vita: animali al pascolo, boscaioli, pastori, semplici contadini che con i loro muli e asini, portavano nei centri abitati ogni ben di Dio. 


I numeri del tratto del Sentiero Italia che attraversa il Pollino
Se poi si vuole qualche piccola deviazione, basta seguire le indicazioni proposte sulla Nuova Carta escursionistica del Pollino e salire su una cima da dove si può spaziare con lo sguardo per centinaia di chilometri e godere di un grandioso spettacolo di colori e linee: ecco che a oriente appare il mar Jonio, mentre ad occidente la quinta dei monti termina tuffandosi nel mar Tirreno.

Nelle giornate terse, fredde e ventose, ai più fortunati, non è precluso il limite azzurro della costa pugliese che demarca il mare Adriatico. Per chi non cammina per il solo gusto di camminare, soprattutto nelle prime ore del mattino, è molto probabile l’incontro con il capriolo dell’Orsomarso o con qualche branco di lupi.
Salendo lungo il versante occidentale della Valle del F. Rosa
Tra i molti borghi ubicati lungo queste tappe del Sentiero Italia che attraversano il Pollino, mi piace qui indicare il caratteristico abitato di Morano Calabro con il suo castello che svetta nella Piana omonima e che apre le porte a nuovi scenari. Il Massiccio del Pollino con le sue serre sembra precludere il cammino, invece l’attraversamento della contrada Terra Rossa, molta cara ai moranesi, si rivela facile e interessante: orti, oliveti, e diverse aziende agricole fanno di questa parte del Pollino un vero e proprio scrigno di biodiversità che accompagna il tragitto fino alle pendici dei monti del Pollino.

Procedendo lungo il Sentiero, oltrepassato Morano, di nuovo torna il silenzio: quel silenzio cercato per tanto tempo da fra Bernardo da Rogliano, prima che egli trovasse nel Colloreto, proprio alle pendici del Monte Pollino, quella pace che tanto aveva desiderato. Passando vicino ai ruderi di questo antico monastero ancora si percepisce l’aura di santità di questo luogo.

Volontari del CAI Castrovillari impegnati nella segnaletica ...
 L’ultimo tratto, prima di raggiungere il confine regionale, coincide con una delle più antiche vie di commercio del sale e pensare che questi luoghi, così impregnati di storie di uomini e dalle loro fatiche, sono stati “camminati” da tantissime persone prima di noi e, con la certezza che continueranno a farlo altri dopo di noi, ci fa sentire parte di questa umanità passata e futura che è stata, viene e verrà “controllata” dall’alto dai giganti del Pollino, con il loro capostipite, da tutti conosciuto come il “Patriarca”. La discesa verso i Piani di Vacquarro, implica una fermata d’obbligo alla Sorgente di Spezzavummula: la fonte più fredda del Pollino.

L’arrivo ai pianori di Vacquarro è “segnalata” dallo scampanio delle campane delle mandrie al pascolo, dallo scorrere delle acque del fiume Frido, prima che esso entri nella gola sottostante. La Scaletta è l’ultimo ostacolo prima della salita al Santuario di Madonna del Pollino: il primo luogo sacro tra i monti in terra di Lucania.

Emanuele Pisarra

martedì 6 marzo 2018

Il SENTIERO ITALIA in … Calabria


L’importanza di un sentiero unico che colleghi il Pollino all’Aspromonte, passando per la Catena costiera, la Sila e le Serre è ormai cosa acclarata.

Carta del SENTIERO ITALIA in Calabria
In tanti sono a chiederlo: escursionisti, camminatori, semplici appassionati di montagna, di viaggi trovano che sia quanto meno strano che la Calabria, terra di popoli, storie, religioni, paesi, centri storici non abbia ancora un proprio sentiero.
Per la verità, ne ha tanti, ma ognuno fine a sé stesso.
In questo è stato chiaro il MIBACT nelle sue indicazioni riguardo l’esclusione o la non inclusione nell’Atlante dei Cammini: questi percorsi, che si candidano a far parte dell’elenco ufficiale del Ministero, devono avere determinate caratteristiche, in lunghezza, in territori inclusi, in paesaggi e, in un'unica parola, l’interesse che essi possono suscitare nel vasto pubblico dei camminatori.
In questo la nostra regione è stata la prima in quanto, nel lontano 1994, ha approfittato della “dealpinizzazione”  del Club Alpino Italiano per opera del suo vicepresidente generale, Teresio Valsesia, il quale ha inteso aprire la montagna al mondo vasto e vario di coloro che vanno “per l’Alpe” senza necessariamente impegnarsi in una scalata con chiodi e corde su una parete, ma semplicemente per il piacere di camminare, per il paesaggio, per il buon cibo, per “fuggire”, seppur per qualche ora, dal mondo frenetico delle città, delle automobili, del lavoro.
CAI Castrovillari. Volontari al lavoro
Valsesia, insieme con un  gruppo nutrito di appassionati di montagna, inventò il SENTIERO ITALIA: una “camminata” lungo tutto lo Stivale. Migliaia di chilometri, centinaia di tappe, monti, colline, pianure, riserve, parchi, paesi e centri storici da attraversare.
Per quel progetto si mise in moto una organizzazione che solo il CAI, attraverso i suoi tantissimi soci, presenti in tutta Italia, riuscì a portare a compimento.
Valsesia, Corbellini, Andolfi, Carnovalini, fecero da apripista e, coadiuvati da un reparto degli Alpini e da una pattuglia dell’Esercito, incominciarono il loro cammino dalla Sardegna per raggiungere, dopo 275 giorni di cammino, Trieste.
Fu una splendida iniziativa, replicata qualche anno dopo con alcune varianti.
Locandina
A partire dal 1999 sul progetto del SENTIERO ITALIA è caduta una sorta di cappa di silenzio perdurata fino a qualche anno fa.
Con l’avvento alla presidenza generale del CAI di Vincenzo Torti, l’interesse per questo cammino “nazionale” pare sia tornato. Il nuovo presidente vuole a tutti i costi il recupero di questo sentiero come segno tangibile che le montagne d’Italia vivono sotto un unico tetto e che appartengono a tutto il popolo senza distinzioni di sesso, razza, censo e colore.
La Struttura operativa che si occupa di Sentieristica e Cartografia (SOSEC) è già all’opera e ne ha tracciato le linee guida.
L’obiettivo finale del progetto è di fare in modo che il Sentiero Italia (SI) diventi un itinerario pienamente fruibile e questo comporta che debba rispondere alle seguenti caratteristiche:
·         Essere in buono stato di manutenzione
(presentare un piano di calpestio in buone condizioni e non essere ostruito dalla vegetazione)
·         Essere ben segnalato sul terreno
·         Disporre di posti tappa fruibili
·         Essere ben documentato e pubblicizzato mediante idonee carte topografiche e/o su internet
 Una grande scommessa, non c’è che dire!
E la Calabria?
La nostra regione, per la prima volta, si trova avanti nel disegno generale della Struttura del CAI.
In Calabria, “dealpinizzare” il CAI è cosa fatta!  
Cartelli segnaletici della Rete Sentieristica
nel Parco nazionale del Pollino con indicazioni
sul Sentiero Italia (Foto E. Pisarra)
La struttura del CAI calabrese, ha di fatto, già un nutrito gruppo di camminatori, rispetto al numero di alpinisti. Infatti, nelle sue cinque sezioni (Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Castrovillari e Verbicaro) e nelle numerose sottosezioni alberga da anni lo spirito dell’andare per montagne, soprattutto nella nostra stessa regione, con “l’iscopo” di “camminare per conoscere e conoscere per proteggere” il proprio territorio, le proprie aree protette e i propri parchi.
Per questo la nuova dirigenza regionale del CAI ha posto come obiettivo primario del proprio mandato due punti:
·         Contribuire a fare una Legge regionale sulla Sentieristica
 (è strano, ma il nostro ordinamento regionale non ha una norma che regoli questo settore);
·         Il recupero completo del SENTIERO ITALIA in tutta la regione.
 Se per la prima questione non compete al CAI il ruolo del legislatore, per la seconda, invece, la “palla” è tutta nel nostro campo.
E noi siamo a buon punto:
Ne abbiamo rilevato tutto il tratto calabrese con il GPS e organizzato le tappe; ne conosciamo la lunghezza, le località che attraversa e ci sono tutti i presupposti per passare alla seconda fase, quella della segnaletica, e quindi all’ultima, la non meno importante, della promozione attraverso tutti i mezzi di comunicazione, con l’obiettivo finale del suo inserimento nell’ATLANTE DEI CAMMINI del Ministero dei Beni Culturali.
Indicazioni sul Sentiero 
In numeri, il Sentiero Italia, nella regione Calabria consta in 32 tappe, 654 km di lunghezza.
Esso attraverserà i territori del Parco nazionale del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte e passerà per il Parco regionale delle Serre.
Circa cento paesi verranno “toccati” dal Sentiero Italia: si va da Morano Calabro a Tiriolo; da Gambarie a San Vito allo Jonio; da Serra San Bruno a Spezzano Piccolo. Solo per citarne alcuni. Inoltre sono state previste tappe che passano (o si fermano) in importanti Santuari della Calabria, come quello dalla Madonna del Pettoruto al Santuario della Madonna di Porto. Così oltre alla “abbondante” natura calabrese il Sentiero Italia toccherà anche diverse località religiose testimoni di importanti eventi della storia locale e nazionale.
Piano di Lanzo. Volontari 
Un percorso che riqualifica l’offerta escursionistica della regione Calabria e si va ad aggiungere alle altre proposte pensate dal Consiglio regionale e inserite nell’Atlante dei Sentieri.
Tuttavia il SENTIERO ITALIA è l’unico che ha una visione d’insieme degli ambienti calabresi, delle aree protette e del territorio come un unicum.
Spetta a noi del CAI essere propositivi, ma anche alle autorità regionali che in questo momento hanno il potere di rendere eseguibile questa idea che noi portiamo avanti da ormai oltre vent’anni.
Di questo è consapevole anche il presidente Oliverio che, in occasione della Borsa del Turismo di Milano, è stato molto chiaro nel prendere posizione su ciò e ha completamente fatto proprio questo pensiero.
Infatti, egli ha incaricato le strutture tecniche dei tre parchi nazionali, insieme con quella del Parco regionale delle Serre, di provvedere al più presto alla cantierizzazione dell’opera, nominando il presidente Bombino del Parco d’Aspromonte a coordinare le varie fasi progettuali.
Ecco: finalmente sì ci sono tutti i presupposti per “dealpinizzare” la montagna calabrese per renderla fruibile ai molti che da anni ne fanno richiesta.  







venerdì 13 ottobre 2017

Il Sentiero Italia sul Pollino è tutto segnato



Centocinque chilometri di sentieri sono pronti per essere percorsi in tranquillità e sicurezza nel Parco.
Giovane volontario del CAI Castrovillari rinfresca un segnavia
Questo è il risultato del silenzioso lavoro che i volontari della sezione CAI di Castrovillari hanno svolto, in tutto il mese di luglio e in parte di agosto, per ripercorrere, rilevare e segnare con i caratteristici colori bianco/rossi i nostri sentieri.
Questa volta il restyling è toccato a tutte le tappe del Sentiero Italia che attraversano il nostro parco e, in particolare, ai percorsi che portano su alcune delle sue vette più importanti, come il Cozzo Pellegrino.
Ora, la segnaletica CAI è stata controllata e migliorata nel tratto che va da Colle Gaudolino fino al Passo dello Scalone.  
Cinque tappe del Sentiero Italia, impegnative, straordinarie, che attraversano ambienti fiabeschi e unici nel loro genere.
Infatti i camminatori che si cimenteranno su questi percorsi troveranno, perfino, una variante alla tappa che si sviluppa all’interno dell’alveo fluviale del fiume
Volontari del CAICastrovillari con secchiello e colori
Esaro, poco dopo dell’abitato di Sant’Agata d’Esaro.
Una bellissima forra, ricca di vegetazione sia forestale che di specie xerofile spettacolari da ammirare, fotografare (ma non da estirpare). Questa tappa – da percorrere in assoluta tranquillità dopo essersi accertati sulle condizioni meteo – parte con un primo tratto tra orti, ovili antichi, stazzi e piccoli appezzamenti; segue una seconda parte sulla stradina di accesso alle briglie di contenimento delle piene entra nel vero e proprio letto dell’Esaro. Da qui si attraversa l’alveo fino alle sorgenti in località Renazzo, quindi si imbocca la stradina che porta verso la contrada Massapollo, nei pressi del Passo dello Scalone.
Rinfresco di un segnavia a Colle Gaudolino
Anche questo tratto è interessante: testimone di un tempo passato in cui i contadini coltivavano questi piccoli appezzamenti di terreno sottraendoli al bosco e che ora sono in completo abbandono. Nel senso che la natura si è ripresa quello che gli era stato tolto in tanti anni.
Invece le tappe superiori del Sentiero Italia sono la quintessenza di quanto un’escursionista va cercando: grandi boschi, forti discese, ambienti selvaggi, silenzio, Wilderness, cime portentose, grandi panorami che qui spaziano tra i due golfi e i due mari.
Tappe che attraversano paesi, santuari, camminano su antiche mulattiere segnate dai passi di tanti uomini e donne.
Racconta uno dei nostri soci che una di queste del Sentiero Italia è stata percorsa dalla madre in viaggio di nozze nel lontano 1945: partendo da San Sosti andava a conoscere i genitori del marito che abitavano a San Severino Lucano. Ecco, proprio
Preparazione degli attrezzi di lavoro a Piano Grande
questo deve essere lo spirito dei camminatori sul Sentiero Italia, consapevoli di come tali mulattiere siano testimoni di storia e storie, abbiano visto passare viaggiatori di ogni genere, briganti e principi, pastori e commercianti, scienziati e ricercatori, ladri e grassatori. Oggi sono nuove vie che costituiscono le arterie del nostro Parco pronte a dare linfa a tutti gli escursionisti “assetati” di informazioni, di conoscenza e animati dallo spirito del “lento pede”, senza velleità di battere alcun record di ascensione o di dislivello.
Camminare per conoscere: tale è il motto che deve caratterizzare chiunque frequenti le nostre montagne. Non c’è bisogno di correre, perché “chi corre non vede niente”, come dice un proverbio grecanico. E il correre non fa apprezzare questi spazi immersi nei boschi e nel suo silenzio. Faggi giganteschi, radure aperte, circondate da vegetazione rigogliosa di giovani piante spinte alla riconquista dello spazio aperto, dove non è difficile incontrare il lupo.
Volontari del CAICastrovillari in vetta al Cozzo Pellegrino
Infatti, ancora un nostro socio: “eravamo alla Capanna Aita, a Piano Gaudolino; nella notte erano caduti alcuni centimetri di neve e, all’improvviso, sentimmo l’ululato del lupo. Per niente intimoriti, uscimmo all’aperto e con meraviglia potemmo osservarne tre splendidi esemplari in fila indiana che inseguivano una traccia. È stata una bellissima immagine, una grande emozione vedere il re della montagna passare a pochi metri da noi. Abbiamo potuto fotografarli fino a quando hanno percepito la nostra presenza e si sono allontanati in gran fretta”.
Invece, Vincenzo, mentre camminavamo in direzione della Zoppatura ci fece segno di fare silenzio perché aveva avvistato, poco più avanti, un piccolo di capriolo che pascolava in solitaria. Semplicemente uno spettacolo unico: un cucciolo di capriolo che cercava un filo d’erba verde in una estate infuocata e asciutta come questa appena trascorsa.  
Buon cammino!

Emanuele Pisarra





PS
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giovedì 5 novembre 2015

GIS DAY 2015

Il prossimo 18 novembre ho l’onore di fare un intervento alla XVII giornata mondiale dei Sistemi Informativi Geografici nell’aula magna dell’Università della Calabria.
Questa volta il tema che mi è stato affidato riguarda una possibilità di Cammino per la Calabria e la Basilicata.
Programma del GIS DAY 2015
Racconterò il progetto che stiamo portando avanti in seno al Gruppo di Lavoro per i Sentieri del Club Alpino Italiano in regione Calabria che riguarda il recupero del SENTIERO ITALIA.
Il percorso più lungo del mondo che con i suoi circa 6000 km in 368 tappe porterà l’escursionista ad attraversare l’intera nazione: dalla Sardegna a Trieste.

Noi della Calabria ci occuperemo del tratto che attraversa la nostra regione, ed io, in particolare, mi occuperò delle tappe che interessano il Pollino.

Cinque tappe, “forti”, selvagge. Da vero tuffo nella Wilderness intensa e ricca di emozioni.
Si parte dal Passo dello Scalone e si arriva a Madonna del Pollino.
In mezzo, la Mula, il Cozzo Pellegrino, il Santuario della Madonna del Pettoruto, la Montea, il Pollino e centri storici del calibro di Morano, San Sosti e San Donato di Ninea.

Tappe molto lunghe e interessanti perché consentono al vero escursionista di mettersi alla prova, esplorare uno dei parchi più misteriosi e selvaggi del nostro Mezzogiorno, respirare il … “fiato del cosmo” come racconta Seneca. 

http://www.mapdesignproject.it/progetti-e-attivita/38-2/gis-day-calabria-2015/tecnologie-geospaziali-per-lo-sport-il-turismo-e-il-tempo-libero/