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Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

mercoledì 27 maggio 2020

Il Cammino dei Sibariti

Escursionisti in Cammino nella Valle del Lao

Fra i tanti percorsi che vi si possono fare, propongo qui un trekking veramente affascinante: Il Cammino dei Sibariti. Questo trekking ricalca un itinerario “coast to coast” che porta dal Tirreno allo Ionio lungo una via molto frequentata dai mercanti della Magna Grecia per commerciare l’ossidiana: essa  arrivava dalle isole Eolie via mare a Laos e da qui bisognava trasportarla via terra fino a Sibari da dove ripartiva per la Dalmazia.
Le tappe del cammino che interessano la Valle del Lao sono tre, ma nulla vieta, a chi abbia buone gambe e fiato, di accorpare il tutto e di realizzarle interamente in un solo giorno.

Prima Tappa
Scalea – Papasidero
Luogo di partenza: ponte ferroviario
Luogo di Arrivo: Papasidero
Lunghezza del percorso: km 18
Dislivello: 196 m (in salita)
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza: 6 ore (dalla Foce del Lao)

Cammino dei Sibariti. (Carta disegnata da E. Pisarra)
Descrizione del percorso[1]
Dopo aver superato il tracciato ferroviario all’altezza della torre di controllo dell’aeroporto di Scalea, si prosegue sulla sterrata di servizio alle Serre di Cedri. Si giunge al Ponte con le arcate da dove, superandolo,  si segue la sponda del fiume Lao. La sterrata si allontana dal corso d’acqua e, dopo l’ultima piantagione di cedri, bisogna prender il bivio a sinistra e portarsi di nuovo vicino al ciglio del fiume. Si prosegue su questa traccia tra piccoli orti e piante ripariali fino a giunger sul Ponte di Orsomarso. Lo si attraversa e si avanza lungo la sterrata che porta di nuovo a camminare vicino al fiume. Si punta in direzione della centrale idroelettrica di Palazzo nel comune di Orsomarso e,  superato il Vallone Scaricapietre, si sale zigzagando in direzione di Papasidero.

Seconda Tappa
Papasidero – Campicello
Luogo di partenza: Papasidero (Piazza Umberto I)
Luogo di Arrivo: Campicello di Mormanno
Lunghezza del percorso: km 5
Dislivello: 174 m (in salita); 102 m (in discesa)
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza: 3 ore

Descrizione del Percorso
Dalla piazzetta principale di Papasidero si seguono i cartelli che indicano il Santuario di Madonna della Costantinopoli[2].
Si scende in direzione del ponte medievale, lo si attraversa e si prosegue salendo la splendida scalinata in pietra che, con una serie di tornanti, porta a fare quota. Dopo pochi minuti di cammino, bisogna lasciare la mulattiera e proseguire verso destra fino al suo confluire nella strada di servizio che porta in contrada Massa.
Dopo circa una mezz’ora di cammino la strada si innesta nell’antica mulattiera che conduce, come prima destinazione, alla Fontana dell’Afflitto.
Uno splendido paesaggio sul Lao caratterizza questo tratto del percorso: la vegetazione ha ormai preso il sopravvento e decine di  case coloniche abbandonate sono state inghiottite dalla vegetazione.
In breve si giunge sotto la rupe del Monte Arioso (a partire da questo punto ogni tanto appaiono i segnavia bianco-rossi del CAI che agevolano il cammino); si entra nel bosco costituito quasi interamente da maestosi lecci: le piante che caratterizzano quasi tutto il versante con esemplari ultrasecolari dalle forme scure e nodose protese a raggiungere la luce.
Attraversando il bosco, si prosegue fino alla sorgente della Cerreta per poi imboccare la stradina che porta a Campicello.
Nel momento in cui scrivo il Ponte di Legno “Stefano Gioia” è crollato per cui, per attraversare il fiume, bisogna imboccare la stradina sterrata che porta all’area di ristoro dell’Oasi (dove si può fare sosta per il pranzo) e da qui proseguire, in direzione della Grotta del Romito, valicando il fiume sul vecchio ponte di ferro.

Terza Tappa
Campicello – Laino Castello/Borgo
Luogo di partenza: Campicello
Luogo di Arrivo: Laino Castello vecchio/ Laino Borgo
Lunghezza del percorso: km 6.100
Dislivello: 260 m (in salita), 230 m (in discesa)
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza: 5. 30

Descrizione del Percorso
Dalla Grotta del Romito si ritorna a Campicello e si imbocca la stradina di servizio che porta al Ponte di Mararosa.
Si tratta di una spettacolare sterrata di facile percorrenza che si snoda a mezzacosta con ampi e bucolici panorami su tutto il corso del Lao. Dopo qualche minuto di cammino la stradina scende repentinamente con una serie di tornanti per poi giungere al vecchio ponte di legno[3]. Si attraversa e si risale sull’altra sponda verso il Colle di Filannino; proseguendo sulla antica mulattiera, in breve si giunge in contrada Filomato: in alto svetta il maestoso Viadotto Italia che chiude l’orizzonte; in basso, invece, il letto del fiume con le sue acque argentee avvolge come un nastro le rupi circostanti. Da qui si prosegue in direzione del primo pilone di sinistra del viadotto, si imbocca la sterrata di servizio e poi si prosegue sul sentiero che porta verso la sorgente Tuvolo. La vista è su uno spettacolare corridoio naturale di ontani, lecci, carpini con ampi tratti panoramici sulla valle del Lao. In breve si giunge alla Fonte e poco più avanti si arriva al bivio che porta verso l’antico centro abitato della vecchia Laino Castello.
Sicuramente il vecchio l’antico sito merita una deviazione: al caratteristico borgo si giunge dopo aver attraversato le pendici di roccia sopra le quali si trovano i resti del castello aragonese.
Si ritorna di nuovo indietro e si prosegue in forte discesa lungo la bellissima scalinata in pietra che porta a Laino Borgo.



NOTA

- Questo articolo appare sull'ultimo numero del Calabrone (pp 29-30), Anno XIII, aprile 2020.

- L'Itinerario proposto è estratto dalla mia guida "PARCO NAZIONALE DEL POLLINO - In Cammino nella Valle del Lao", Edizioni Prometeo, Castrovillari, 2015
 

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Emanuele Pisarra, guida del Parco del Pollino, Accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) e giornalista esperto in divulgazione ambientale, si cimenta in una nuova opera divulgativa.
Questa volta si tratta di una nuova guida del Parco Nazionale del Pollino, col sottotitolo: "In cammino nella Valle del Lao", una delle valli più belle e selvagge del Parco nella sua porzione occidentale che termina verso il Mar Tirreno.
Nella presentazione, Emanuele Pisarra, parla di questi luoghi come di luoghi  "... ambienti fiabeschi, luoghi pressoché sconosciuti.   Storia, storie, tradizioni, immagini, gole, forre, canyons, religiosità e poeti, percorsi, trekking, rafting, torrentismo, hydrospeed, carte degli itinerari, consigli utili, informazioni geografiche e turistiche... ".
Un bel libro, quindi ricco di informazioni e suggerimenti che invoglia ad organizzare un trekking in queste zone meravigliose, a piedi o in canoa lungo il corso del fiume Lao.
Allora, buona lettura e buona montagna a tutti!

(Enea Fiorentini - Aosta)


[1] Avvertenza: la descrizione qui riportata risale all’ultima volta che ho percorso il Cammino (estate del 2015).
[2] Per visitare il Santuario è necessario contattare con un certo anticipo il comune di Papasidero (tel. 0981 83078).
[3] Prestare qui molta attenzione allo stato del Ponte di Mararosa. L’ultima volta in cui lo ho percorso (2016) era molto mal messo. Consiglio qui di evitarlo e di attraversare il fiume guadandolo.

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