Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

Io sono sempre dello stesso parere: sino a quando non sarà rinnovata la nostra classe dirigente, sino a quando le elezioni si faranno sulla base di clientele, sino a quando i Calabresi non indicheranno con libertà e coscienza i loro rappresentanti, tutto andrà come prima, peggio di prima.
Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

venerdì 18 luglio 2025

SENTIERI…

Il grande viaggiatore inglese Bruce Chatwin sosteneva che “Camminare non è semplicemente terapeutico per l’individuo, ma è un’attività che può guarire il mondo dei suoi mali “.

In questi giorni di manutenzione della REI (Rete Sentieristica Italiana) Calabria, noi del CAICastrovillari stiamo percorrendo alcuni dei sentieri più importanti del nostro Parco.
Tra un segnavia, una bandierina, una tabella divelta da una vacca o da vandali, riflettevo sulla figura del viaggiatore inglese e mi chiedevo cosa avrebbe detto (o scritto) se fosse capitato per caso a camminare sulle nostre montagne.

Silenzio, luci radenti di primo mattino, la natura che si sveglia, il suono di un campanaccio echeggia, rimbalzato dalle pareti di roccia, da chissà quale località, danno il benvenuto alla squadra di volontari, attrezzati di pennello, seghetto, mascherine, colori: pronti a un nuovo giorno di segnatura, in questo caso di una tappa del Sentiero Italia.

Dal Piano di Annibale, in comune di San Sosti, si scende lungo la spettacolare valle della Zoppatura, per raggiungere il Piano di Casiglia.
Camminiamo, ripercorrendo uno dei percorsi più antichi della nostra Regione, nello spirito di Chatwin, con il segreto (ma non tanto) auspicio che questa attività contribuisca a guarire il mondo dei suoi mali…
Che meraviglia!

giovedì 10 luglio 2025

IL POLLINO È BELLO ASSAI …

La tregua “climatica”, dopo la calura dei giorni scorsi, è un toccasana per il mio spirito fotografico.


Dove andare a camminare tra i nostri monti per uno “scatto” unico e irripetibile?
La scelta del luogo è sempre un grande dilemma!
Ormai sono salito dappertutto sul Pollino. A volte mi fermo in cima, guardo le vette circostanti, ripeto i nomi a memoria e la “triste” conclusione è: ci sono stato, almeno una volta su quel cocuzzolo sono salito!
Dopo un lungo e tormentato “dibattito interno”, visto anche la provenienza dei venti (per un fotografo di paesaggi e montagne è importantissimo), ho deciso: vado sul Cozzo Pellegrino. E dalla Calvia.
Una salita impegnativa, con un tratto su pietraia e qualche passaggio “aereo” sicuramente non adatto a chi ha vertigini.
Si parte molto presto perché il nostro Pollino è molto esteso, con una viabilità da terzo o quarto mondo, soprattutto quella di avvicinamento ai punti di partenza per le camminate.
Infatti, per arrivare al Piano di Lanzo, nel comune di San Donato di Ninea, si lascia l’autostrada all’altezza di
Altomonte e poi inizia un primo calvario: raggiungere San Donato. Curve strette (e su questo non si può fare niente), fondo stradale pessimo (e qui si potrebbe fare molto) e giunture di ponti, viaggiando in fuoristrada si sentono e bene. Ma non finisce qui. Una seconda puntata del Calvario stradale inizia a monte dell’abitato di San Donato. La strada di montagna che porta al Piano di Lanzo, dieci chilometri di vera e propria tortura, tra buche, rami, improvvisi restringimenti di carreggiata, canali da superare con attenzione e, finalmente si arriva al Rifugio.
Uno dei pochi rifugi aperti sul Pollino; accogliente, personale disponibile e cortese, gentile e sorridente, rallegra la giornata …
Lascio la macchina davanti al rifugio e si parte.

La giornata è fresca, l’aria è frizzante e quasi quasi bisogna indossare una felpa ...
Dopo un'ora di cammino in faggeta si inizia la vera e propria salita verso una prima cima. Appena usciti dal bosco, all’improvviso si apre uno scenario unico. Il crinale spoglio è circondato da montagne verdi, ricoperte da una vegetazione lussureggiante e in lontananza (verso Est) la pianura di Sibari.
Invece sul versante Ovest le montagne, improvvisamente, digradano quasi a picco sul mare.
Il vento è impetuoso. “Tira” proprio dal Tirreno verso di noi.
Fotografare in queste condizioni è proprio uno “spasso”.
IL POLLINO È ASSAI…

venerdì 11 aprile 2025

I paesi sono belli assai. Peccato che sono vuoti!

 Qualche giorno fa sono ritornato a Castroregio per fare una foto da mettere sulla pagina posteriore della mia nuova Carta Escursionistica dell'Alto Jonio cosentino in corso di stampa.

A volte mi capita che sia più facile prendere la macchina e andare a rifare una foto piuttosto che cercarla nel mio archivio di oltre un milione di immagini.

Anche perché la foto che cerco è stata scattata diecine di anni fa e, nell'immutabile concetto del tempo nel meridione, invece lo scenario è cambiato.


Poi in questi giorni primaverili c'è una luce intensa, piena di colori di una primavera già arrivata, dopo un inverno mai esistito.

Dicevo di Castroregio.

Il paese arberesh con il più vasto panorama. Nelle condizioni di luce ideale la vista spazia dal Golfo di Taranto al Pollino e alla Sila.

Come in tutti i nostri paesi anche Castroregio ha avuto miglioramenti strutturali, peccato che le varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo non abbiano pensato anche all'uomo oltre all'abitato. Con il risultato che queste comunità si sono completamente svuotate. Ho Incontrato in chiesa il sacerdote che era venuto a celebrare messa da Spezzano albanese. Dove sarebbe ritornato alla fine della cerimonia.

 
L
o Zot mi ha accolto in chiesa, orgoglioso della eredità ricevuta dal suo predecessore (Papas Nicola Villotta) perché la ha arricchita di splendide e originali pitture.

Peccato che a Castroregio vi abitino solo 60 persone e, girare per i vicoli del paese, accolti solo dal vento ... non è bello!



venerdì 28 marzo 2025

Il respiro del Cosmo con Francesco Giorgio

 Sono passati esattamente quarant'anni da quando è stata scattata questa foto ... salivo sulla Manfriana con Francesco Giorgio, Bruno Romanelli e i suoi ... cani ad ascoltare il "respiro del cosmo".

Un affetto immenso per Francesco, uomo colto, sempre disponibile.
Anche quando mi accusava della mia "parcomania" che, diceva, "avrebbe sempre più impoverito il Pollino" e fatto scappare i suoi abitanti ...