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Io sono sempre dello stesso parere: sino a quando non sarà rinnovata la nostra classe dirigente, sino a quando le elezioni si faranno sulla base di clientele, sino a quando i Calabresi non indicheranno con libertà e coscienza i loro rappresentanti, tutto andrà come prima, peggio di prima.
Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

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venerdì 25 novembre 2016

Montanari per forza o per scelta?

Nelle mie peregrinazioni per le montagne italiane incontro sempre meno gente:
non solo escursionisti ma anche i montanari.
Sugli Appennini il problema si mostra da qualche anno; sulle Alpi, invece, ha origini antiche.
Infatti, a partire dagli anni Sessanta, con il miraggio delle fabbriche, del lavoro al riparo dalle intemperie e del reddito sicuro molti montanari sono scesi in pianura.
Ecco, questo problema comincia a essere registrato con tutta la sua forza anche sulle nostre montagne del Pollino.

Approfittando di un mio soggiorno in Lombardia ho partecipato a un convegno dal titolo molto eloquente: “Montanari per forza. Immigrazione straniera nelle montagne italiane: accoglienza ripopolamento, confino”, tenutosi presso l’Università di Milano Bicocca.

La tematica mi aveva colpito, tanto più perché l’incontro era stato organizzato dalla gloriosa associazione DISLIVELLI di Torino che da anni si occupa di montagna e dei problemi connessi allo spopolamento delle terre alte.