Nelle mie peregrinazioni per le montagne
italiane incontro sempre meno gente:
non solo escursionisti ma anche i montanari.
Sugli Appennini il problema si mostra da
qualche anno; sulle Alpi, invece, ha origini antiche.
Infatti, a partire dagli anni Sessanta,
con il miraggio delle fabbriche, del lavoro al riparo dalle intemperie e del
reddito sicuro molti montanari sono scesi in pianura.
Ecco, questo problema comincia a essere
registrato con tutta la sua forza anche sulle nostre montagne del Pollino.
Approfittando di un mio soggiorno in
Lombardia ho partecipato a un convegno dal titolo molto eloquente: “Montanari
per forza. Immigrazione straniera nelle montagne italiane: accoglienza
ripopolamento, confino”, tenutosi presso l’Università di Milano Bicocca.
La tematica mi aveva colpito, tanto più perché
l’incontro era stato organizzato dalla gloriosa associazione DISLIVELLI di
Torino che da anni si occupa di montagna e dei problemi connessi allo
spopolamento delle terre alte.