Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

Io sono sempre dello stesso parere: sino a quando non sarà rinnovata la nostra classe dirigente, sino a quando le elezioni si faranno sulla base di clientele, sino a quando i Calabresi non indicheranno con libertà e coscienza i loro rappresentanti, tutto andrà come prima, peggio di prima.
Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

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martedì 26 aprile 2016

Chi controlla i controllori?


Il carissimo Francesco Giorgio, precursore e padre spirituale dei tanti camminatori “primitivi” del Pollino, amava dire sempre che la “parco mania” che aveva colpito me e tutti quelli come me, sarebbe stata foriera di grandi delusioni. Fu lui a portarmi per la prima volta in una chiesetta di campagna alla periferia di terranova del Pollino, dove lo avevo accompagnato per misurarsi il vestito di velluto che aveva commissionato a un sarto del paese.

Nel corso degli anni in questi luoghi ci sono tornato più volte; ultimamente in occasione dei sopralluoghi per lo studio del percorso del “Cammino mariano” del Pollino.

La chiesetta della Madonna della Pietà a Terranova del
Pollino (Photo di E. Pisarra)
Ieri, un carissimo amico, mi ha ricordato un episodio accaduto qualche mese fa che riguarda questo luogo e la frase di Francesco Giorgio: in questa chiesetta di campagna è stata rubata la campana del campanile e il sacerdote ha pensato di vendere la pianta di roverella, una delle piante gigantesche che si trovano vicino al santuario, per ricavarne i denari da utilizzare per l’acquisto di una nuova campana.

Il problema sta proprio nel fatto che questa pianta faceva parte del censimento degli alberi monumentali che l’Ente Parco ha appena pubblicato!

E dire che alla presentazione della iniziativa a Terranova del Pollino, proprio il parroco si era mostrato così entusiasta della notizia che il suo Santuario di campagna avesse una pianta meritevole di essere inserita tra gli alberi monumentali del Parco.

Quesito: sarà chiamato il parroco a risarcire il Parco dell’albero protetto che ha fatto tagliare?

E chi controlla i controllori?


 

giovedì 21 aprile 2016

ALBERI MONUMENTALI DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO


Finalmente l’Ente Parco pubblica una ricerca.

E lo fa nel migliore dei modi: un bel volume fotografico, con schede tecniche, posizione geografica e testo anche in inglese.

La copertina del volume
Si tratta del testo ALBERI MONUMENTALI DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO.

Centotrentasette esemplari che vanno dagli abeti bianchi di San Francesco, agli aceri, carpini, faggi, lecci, querce e, ovviamente, il pino loricato.

La pubblicazione è il risultato di una campagna di ricerca avviata sotto forma di censimento delle piante monumentali presenti nel territorio del parco a partire dal 2012 ed ha prodotto il rilevamento, le misure e la posizione geografica di oltre centotrentasette degni e grandi monumenti della natura.

L’iniziativa realizzata sulla scia dell’Operazione Grande Albero promossa e realizzata dal WWF e dal Comitato Parchi agli inizi degli anni Settanta, aveva come obiettivo quello di censire e catalogare i Patriarchi Verdi della natura italiana.

In seguito la campagna di censimento è stata curata dal Corpo Forestale dello Stato, il quale attraverso, i suoi numerosi e capillari comandi-stazione presenti su quasi tutti i comuni italiani, è arrivato a classificare oltre 22.000 alberi di notevole interesse, ben più di 2000 piante di grande interesse e di 150 esemplari di eccezionale valore storico o monumentale.

L’obiettivo del WWF in quegli anni fu quello di sensibilizzare le Amministrazioni pubbliche sul fatto che una grande pianta è un monumento della natura al pari di una grande opera d’arte dell’uomo.