Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

Io sono sempre dello stesso parere: sino a quando non sarà rinnovata la nostra classe dirigente, sino a quando le elezioni si faranno sulla base di clientele, sino a quando i Calabresi non indicheranno con libertà e coscienza i loro rappresentanti, tutto andrà come prima, peggio di prima.
Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

lunedì 30 novembre 2015

No ai cambiamenti climatici.

In occasione della giornata per il Clima, anche dal Pollino è giunto un forte grido di attenzione verso questi fenomeni che a lungo sono stati ignorati.
Monte Pollino. Gruppo di manifestanti mostrano lo striscione di adesione alle 
giornate dedicate ai cambiamenti climatici di Parigi (Ph. di Emanuele Pisarra)
In questa splendida giornata di tardo autunno con la prima neve in quota, un gruppo di “temerari” è salito in vetta al Pollino per portare un messaggio ricco di speranza ai governati del mondo che da qui a qualche giorno si troveranno a Parigi a discutere di cambiamenti climatici e di come porvi rimedio.
Per la verità sono molto scettico su questo tipo di manifestazioni che sono sostenute dall’entusiasmo momentaneo da uno sparuto gruppo di persone che si prendono la briga di portare in cima ad una montagna uno striscione, srotolarlo per poter dire al mondo che anche da una sparuta cima del pianeta giunge un grido di attenzione al problema.
Emanuele Pisarra in cima al Pollino. 
La mia preoccupazione è dovuta, in primo luogo, alla mancanza di adesioni delle cosiddette autorità locali. Penso in primo luogo alle autorità del Parco alle quali – pare – non interessino le sorti del Pianeta.
Come dire che: tanto il problema dei cambiamenti climatici e le loro conseguenze se avverranno (se accadranno) noi non ci saremo e quindi meglio preoccuparsi del “momento” piuttosto che stare a pensare a questi fenomeni proposti dai soliti “catastrofisti”.
Forse hanno ragione!
Tuttavia chi non ha una visione del fenomeno non capisce a cosa andiamo incontro.
I presupposti di questo incontro mondiale sul clima sono buoni; già solo per il fatto che i potenti del
Monte Pollino. Escursionisti in cammino sulle prime nevi dell'anno
mondo si vedono è un grande evento.
In altre conferenze del passato molti stati hanno disertato i lavori.
È altrettanto vero che l’incontro di Parigi ha come motivazione ufficiale la riduzione delle emissioni di gas in atmosfera e quant’altro, ciò nonostante, anche alla luce delle tragiche vicende di Parigi, sicuramente le questioni climatiche passeranno in secondo piano rispetto alle questioni – per esempio – siriane e turche.
Non credo che questa sia la volta buona.

Lo voglio pensare!

sabato 28 novembre 2015

altri lupi uccisi

Altri due lupi trovati morti.
Questa volta il teatro del vile atto è la Val d'Agri.
Precisamente il Monte Raparo, dove, verosimilmente, si è trattato di un vile atto di bracconaggio e poi nei pressi di Pergola: in questo caso si è trattato di un incidente d'auto.


Continuo ad avere sempre forti perplessità sui lupi uccisi da automobili.
Tuttavia, la scommessa di far conviverei lupi e greggi all'interno di un parco sia completamente persa. Infatti, nonostante i continui appelli dei vari dirigenti degli Enti Parco, i lupi continuano a morire senza sosta.
Nonostante  gli sforzi prodigati dal Corpo Forestale dello Stato impegnati da anni ad indagare le motivazioni di questi atti nei confronti della fauna selvatica, non si riesce ancora a risolvere un problema che ormai si porta avanti da anni.

Sembra che il lupo e la pastorizia non possano convivere.
Il lupo al pari della pastorizia ha bisogno di interventi ed aiuti comunitari.
Anche se spesso le mandrie attaccate negli ultimi anni sono completamente incustodite per cui sono facile preda di attacchi da parte dei lupi che comunque devono pur cibarsi.

Infine, il lupo, è un opportunista: va dove sa che è più facile procurarsi da mangiare.
Se si guardassero meglio le mandrie forse non avremmo tanti danni da fauna selvatica.

Lupo ucciso sul Monte Raparo (foto dal web)
Tuttavia, visto che abbiamo deciso che la fauna selvatica è patrimonio della collettività è necessario ed urgente che i danni da essa causati sia a nostro carico.
Tempestivamente!
Ben vengano le varie iniziative già adottate in altri parchi; per esempio, la fornitura di cani da guardiania, oppure l'installazione di recinti elettrificati e, per ultimo, la costituzione del "gregge del parco" destinato a rimborsare gli allevatori che sono stati danneggiati da predazioni da parte del lupo: unico problema è la velocità del risarcimento.
Se si agisce con tempestività si evita di fornire "armi" ai detrattori dei parchi che trovano in quest'ultimi uno dei motivi dell'aumento dei lupi.

venerdì 27 novembre 2015

Marcia Globale per il Clima - Manifestazione sul Pollino (domenica 29 novembre)

Programma

Località Piano di Visitone (Comune di Viggianello PZ), a 1400 m slm nel Cuore del Parco Nazionale del Pollino, in occasione della Marcia Globale per il Clima;
 – ore 09:30 - raduno dei partecipanti al Piano di Visitone; incontro-dibattito informale sugli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio del Parco;
 – ore 10:30 - partenza del gruppo di escursionisti che compirà la salita al Monte Pollino per esporre lo striscione della manifestazione sulla vetta a 2248 m, accompagnati dalle Guide del Parco e dai Volontari del Soccorso Alpino.
La manifestazione continuerà al Piano con eventuali giochi e attività di animazione ambientale per i bambini, e passeggiate guidate per tutti nei dintorni (boschi e splendidi punti panoramici).
Si raccomanda un abbigliamento adeguato; siamo in montagna a fine novembre, con possibilità di trovare la località innevata.
In caso di innevamento, informarsi preventivamente sull'accessibilità dal versante calabro.

Partecipa alla Marcia Globale per il Clima sul Pollino per manifestare per il 100% di energie pulite, proteggere il futuro dei nostri figli e preservare per loro e per le generazioni future la bellezza dei paesaggi e la ricchezza di biodiversità del Parco, seriamente minacciate dagli effetti dei cambiamenti climatici.


Questo evento fa parte della Marcia Globale per il Clima. Il prossimo 30 novembre, leader politici da tutto il mondo si incontreranno a Parigi per iniziare i negoziati per il prossimo accordo sul clima. Per questo, il giorno prima, in tutto il mondo scenderemo nelle piazze e nelle strade per chiedere a ognuno dei nostri leader di impegnarsi a raggiungere il 100% di energie pulite. Insieme, possiamo spingere il mondo verso un accordo per il clima che rinunci all'energia inquinante e garantisca energie pulite per tutti. Scriviamo insieme un pezzo di storia!

Firmiamo la petizione sul CLIMA

Il buon esito della raccolta firme organizzata sul web da Mountain Partnership consentirà alla delegazione italiana di presentare la petizione in seduta plenaria

Mountain Partnership, l’organizzazione internazionale di cui fanno parte Stati, istituzioni pubbliche e private impegnate nello sviluppo sostenibile delle aree montane, ha lanciato una petizione per promuovere una maggiore attenzione sull’impatto del cambio climatico sulle montagne nell’ambito della prossima Conferenza sul clima di Parigi – la XXI Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici - in programma dal 30 novembre all’11 dicembre 2015.

La petizione chiede che le montagne siano adeguatamente incluse nei negoziati sul cambiamento climatico e nelle politiche di adattamento e mitigazione in ragione della maggiore fragilità degli ecosistemi montani.
Sottolinea l'importanza globale delle zone montane come riserve di acqua, di diversità culturale e biologica e fonti di prodotti essenziali per l'umanità nel suo complesso, e come luoghi di grande rilevanza spirituale, ricreativa, turistica e storica.

I mezzi di sussistenza delle popolazioni di montagna e la sicurezza delle comunità locali e dei visitatori sono a rischio a causa delle variazioni nelle precipitazioni, dell'aumento del numero di eventi estremi, lo scioglimento del permafrost, la distruzione delle foreste necessarie per la protezione dalle valanghe e per stabilizzare i versanti.

La delegazione italiana (Ministero Esteri ed Ambiente) ha garantito a Mountain Parnership che, a fronte di un importante numero di firme raccolte, presenterà la petizione in seduta plenaria alla conferenza di Parigi.

Per leggere e firmare la petizione, clicca qui.