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Umberto Caldora (lettera a Gaetano Greco Naccarato, 1963)

venerdì 22 luglio 2016

Il Sentiero del Ponte d'Ilice

In questi giorni ho fatto una camminata alla scoperta del nuovo sentiero che porta al Ponte d'Ilice, di recente restaurato a cura della Amministrazione comunale di Civita.
La prima impressione è stata la solita: si tratta di un magnifico sentiero, ben tracciato, a tratti con ampie vedute panoramiche, ardito, tra spettacolari piante di leccio e grandi scorci di rocce a picco sul Raganello.

Con l'aiuto di un GPS ho misurato la lunghezza, il dislivello, il numero di cestini (ce ne sono più su questo sentiero che in tutto il centro abitato di Civita), la lunghezza delle staccionate, il numero di gradini e le bacheche vuote con le panchine.
Che dire?

Peccato che tutte queste informazioni  mancano sulla capannina iniziale che, oltre a una misera segnaletica verticale e un cartello degli sponsor (errori di ortografia compresi),  non contiene i soliti "ingredienti" del caso, quali una mappa, una tempistica, una descrizione del percorso e le indicazioni sulla tipologia del sentiero.
Mancano, inoltre, il numero del sentiero già accatastato dall'Ente Parco e le raccomandazioni di prudenza.

Sicuramente ancora il cantiere non è stato consegnato e quindi, prima o poi, le capannine installate lungo il percorso verranno riempite di contenuti.
Qui intanto avanzo le considerazioni, strettamente personali, sui lavori eseguiti.
Non darò nessun dato tecnico (non spetta a me fornirli), ma farò alcune "piccole" considerazioni tecniche e dirò la mia sull'opportunità di alcuni lavori.

In primo luogo non c'era nessuna necessità di tutti quegli scalini (ne ho contati 635) che spezzano le gambe anche agli escursionisti più allenati di me.
Sarebbe bastato qualche scalino in pietra nei punti di massima pendenza per arrestare il dilavamento.

Invece, avrei fatto ripristinare gli spettacolari muretti in pietra a secco a monte del sentiero.
Manca la segnaletica orizzontale (le classiche bandierine bianco-rosse) e in molti punti c'è il rischio di perdersi.

L'inutilità della staccionata è palese. Solo in un punto è realmente necessaria e si tratta di pochi metri (poco più di venti), per il resto è perfettamente inutile e ridicola, in quanto a poca distanza dal sentiero vi è una fitta rete fatta da giovani piante di leccio che costituiscono una barriera naturale.
Inoltre, a mia memoria (ma anche dai racconti degli anziani), in questi tratti non sono mai accaduti incidenti.
Ancora: un sentiero di montagna non ha bisogno di panchine e, soprattutto, al sole.

L'unico punto dove il sentiero presenta alcuni problemi di pericolosità è nei pressi del Ponte d'Ilice.
Il primo, consiste nel superare le rocce lisce del Canale della Ciuca: indovinate come è stato risolto?
Con un misero ponticello di legno realizzato a meno di un metro dal canale: questa soluzione dà anche la certezza matematica che al primo grande temporale verrà spazzato via.

L'altra difficoltà (non risolta) è nel punto in cui in passato ci sono stati diversi incidenti, qualcuno anche mortale, e si trova subito dopo il ponticello di legno: in questo tratto di pochi metri il sentiero, scavato nella roccia, è molto stretto e necessita che sia allargato il piano di calpestio e, lì sì, anche di una staccionata di protezione oppure di una posa in opera di una corda di sicurezza (soluzione che io preferisco alla ringhiera).
Invece la soluzione realizzata è stata quella dell'ennesima staccionata a valle legata con un cordino e tassellata nella roccia.

Roba da matti!

Infine, sarebbe stato necessario stendere qualche decina di metri cubi di ghiaietto nei tratti iniziali dopo la voliera, perché, a come si presenta lo stato del luogo, la vegetazione a breve ricoprirà il tracciato di rovi e spine che in poco tempo renderanno vano l'investimento.

 Infine vorrei far notare come questa logica di fare le cose nel proprio orticello impedisce, come sempre, di avere una visione globale del lavoro.

Poiché il Ponte d'Ilice segna il confine con il comune limitrofo di San Lorenzo Bellizzi e bisognerà fare altri lavori - anche estremamente urgenti - dall'altro lato, con quanto fatto si vanifica lo spirito del sentiero che è sempre servito da collegamento fra le due comunità contigue. Perché non si è pensato di coinvolgere anche il comune di San Lorenzo Bellizzi per lavorare entrambi e insieme a un progetto unico di viabilità interna tanto atteso dai camminatori che periodicamente effettuano escursioni tra i due paesi?

Di seguito alcune immagini eloquenti

Sentiero del Ponte d'Ilice. Inutile scalinata in legno. (Photo E. Pisarra)
Sentiero del Ponte d'Ilice. Palese inutilità della staccionata (con cestino) a ridosso di una protezione naturale come un fitto
bosco di lecci (Photo di E. Pisarra)
Sentiero del Ponte d'Ilice. Bacheca vuota e cestino (Photo di E. Pisarra)
Sentiero del Ponte d'Ilice. Segnaletica verticale scopiazzata da quella del CAI ma senza le indicazioni necessarie
(Numero di sentiero, tempi di percorrenza, meta intermedia).   (Photo E. Pisarra)
Sentiero del Ponte d'Ilice. Un magnifico tratto liberato dalla vegetazione. (Photo di E. Pisarra)

Il Sentiero del Ponte d'Ilice. Bacheca, panchina e cestino (Photo E. Pisarra)





Altro capitolo è la situazione del Ponte d'Ilice.

Una accozzaglia di tubi innocenti arrugginiti che hanno imbrigliato il vecchio ponte in pietra (e meno male) con una passerella di servizio ormai quasi marcia.
Questo sì che è un delitto alla memoria storica del Pollino.
Mi verrebbe da dire che invece della CATASTA DI LEGNO  o altrimenti detto il TRAMPOLLINO"  di Campotenese sarebbe stato meglio impegnare quei denari per ricostruire il Ponte d'Ilice, il Ponte dei Francesi a Mormanno, il Ponte medievale sul Lao e quello di Mararosa, solo per citarne alcuni, strategici per chi vuole camminare il Parco e attraversare fiumi e forre.
Nonostante tutto, il Sentiero del Ponte d'Ilice, rimane un percorso struggente che tutti dovrebbero fare, soprattutto in memoria di quanti nel passato lo hanno percorso per commercio, per studio, per lavoro e anche  - è difficile da credere -  per semplice piacere!
Ponte d'Ilice. Il piano di calpestio con le assi in avanzato stato di ... vecchiaia! (Photo di E. Pisarra)
L'accozzaglia di tubi innocenti ormai arrugginiti che regge il Ponte d'Ilice. (Photo di E. Pisarra)








2 commenti:

  1. Condivido le osservazioni e mi chiedo ma i cestini chi li svuota?
    Antonio Iannibelli

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  2. Ma questo sentiero da dove si prendere? Dal belvedere prima di colle Marcione? Grazie

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